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PITTORI: Reichlen Joseph

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa consegna la sua Regola ai monaci

Agostino vescovo e Dottore della Chiesa consegna la sua Regola ai monaci

 

 

REICHLEN JOSEPH

1877

Martigny, Ospizio del Gran San Bernardo

 

Agostino consegna la sua regola ai monaci

 

 

 

La pala, datata 1877, opera del pittore svizzero Joseph Reichlen, si trova sull'altare dedicato a sant'Agostino nella chiesa dell'Ospizio del Gran San Bernardo.

L'opera raffigura Agostino mentre consegna la sua regola ai monaci. L'opera simbolicamente vuole esprimere che la regola seguita dai canonici che vivono da un millennio nell'Ospizio seguono la regola agostiniana.

Il santo, vestito da vescovo, ma con la tunica nera dei monaci agostiniani ben visibile sotto il piviale, è ritto in piedi e con la mano sinistra consegna un grosso libro a un anziano monaco con la barba bianca che è inginocchiato dinanzi a lui.

Sul frontespizio del libro si legge REGULA AUGUSTINI. Altri monaci, in piedi o in ginocchio, in atto di preghiera assistono alla scena, rapiti dal momento grave e solenne in cui si impegnano a osservare le disposizioni di Agostino.

 

Jean-Joseph Reichlen

Nato nel 1846 a La Tour-de-Trême, Reicheln fu un noto pittore ritrattista e paesaggista svizzero. Ha studiato a Stoccarda, poi all'École des Beaux-Arts a Parigi sotto la guida di Alexandre Cabanel. Trascorse quasi un anno a Roma, dove riprodusse le opere dei grandi maestri nella Pinacoteca Vaticana e dove frequentò la scuola di pittura ad acquerello di Villa Medici. Rientrato in Svizzera, nel 1884 si stabilì a Friburgo. Nel 1890 ebbe l'incarico di insegnante di disegno al Collegio Saint-Michel e di direttore della rivista La Gruyère Illustrée, specializzata nel dialetto regionale. Ha scritto diverse opere su arte e costumi popolari. Morì a Frigurgo nel 1919.

 

Fu Bernardo di Menthon, arciduca di Aosta, che vedendo arrivare regolarmente in città dei viaggiatori stanchi e affaticati provenienti dal passo del Mont-Joux, decise di costruire un rifugio.

Il passo era una delle porte di passaggio nord-sud attraverso le Alpi, a 2472 metri lungo la via francigena, già percorsa in età romana. Il passo veniva considerato tra i più pericolosi d'Europa a motivo delle condizioni meteorologiche e delle aggressioni di banditi Bernard di Menthon, il futuro San Bernardo, si assunse dunque l'onere di costruire un rifugio, che divenne operativo verso il 1045 o 1050. Nell'Ospizio fu insediata una comunità religiosa fondata sul principio dell'ospitalità. Il passo a partire dal XIII o XIV secolo assunse il nome di Gran San Bernardo, mentre un altro rifugio venne fatto costruire sul colle del piccolo San Bernardo, tra la valle d'Aosta e quella dell'Isère in Francia.

Insieme a San Bernardo sul colle si insediò una comunità di canonici agostiniani, i cosiddetti Canonici del Gran San Bernardo. Nel secolo XI San Bernardo li riunì sul passo per aiutare pellegrini e mercanti nella loro traversata delle Alpi. Oggi, ogni membro della Congregazione, sacerdote, fratello laico, oblato, si impegna a vivere il carisma dell'accoglienza nel suo luogo di lavoro e nel suo luogo di vita in comunità, secondo la Regola di sant'Agostino.

La congregazione del Gran San Bernardo conta oggi 45 preti, frati e laici. Cinque canonici e un'oblata vivono tutto l'anno nell'ospizio, altri sei in quello del Sempione. I canonici del Gran San Bernardo sono aiutati da volontari.