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PITTORI: Maestro di Sant'Agostino

Sant'Agostino e San Paolo

Sant'Agostino e San Paolo

 

 

MAESTRO DI SANT'AGOSTINO

1475-1500

Aquisgrana, Suermondt Ludwig Museum

 

Sant'Agostino e San Paolo

 

 

 

Questa tavola che riproduce le immagini di sant'Agostino e di san Paolo costituisce un frammento di un  trittico di più ampie dimensioni.

Agostino è raffigurato vescovo di Ippona, con in testa una preziosa mitra e nella mano sinistra un artistivo bastone pastorale goticheggiante. Il piviale è particolarmente curato, elegante e ricco di particolari. Nella mano sinistra con un bianco guanto regge un cuore, simbolo del suo amore per Dio.

Il volto di Agostino ha un aspetto giovanile, senza barba e dai lineamenti nordici.

Al suo fianco si trova l'apostolo Paolo di Tarso che regge nella mano destra un grosso libro chiuso. Nella mano sinistra, nascosta da un lembo del vestito, tiene una spada. Il santo ha un aspetto stereotipato, con il volto dagli occhi semisocchiusi e una folta barba riccioluta che gli scende copiosa dal mento. Un'aureola gli cinge il capo abbondantemente calvo.

La figura e il pensiero paolino a Milano ebbero per Agostino un ruolo fondamentale nel processo di conoscenza e di approfondimento della teologia cristiana. Un incontro con sant'Ambrogio, procuratogli dalla madre, segnò un passo decisivo verso il battesimo: inoltre venne convinto da Monica a seguire il consiglio dell'apostolo Paolo, sulla castità perfetta. Fra gli effetti ci fu la dolorosa separazione dalla donna con cui conviveva, la quale secondo la legge romana, essendo di classe inferiore, era praticamente una concubina, rimandandola in Africa e tenendo presso di sé il figlio Adeodato.

A casa di un amico, Ponticiano gli aveva parlato della vita casta dei monaci e di sant'Antonio abate, dandogli anche il libro delle Lettere di San Paolo.

Ritornato a casa sua, Agostino disorientato si appartò nel giardino, dando sfogo ad un pianto angosciato e mentre piangeva, avvertì una voce che gli diceva "Tolle, lege, tolle, lege" (prendi e leggi), per cui aprì a caso il libro delle Lettere di S. Paolo e lesse un brano: "Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri" (Rom. 13, 13-14).

 

L'opera è conservata nel museo urbano di Suermondt Ludwig ad Aquisgrana. Il Museo stato costituito nel 1883 dall'Associazione museale di Aquisgrana come Museo di Suermondt, prendendo il nome dal primo grande donatore di opere, l'imprenditore d'acciaio, banchiere e mecenate Barthold Suermondt.

Dal 1901 il museo si trova nel palazzo cittadino di Villa Cassalette, che è stato acquistato in un'asta pubblica dalla città di Aquisgrana nel 1898. Questo edificio in Wilhelmstraße fu costruito dall'architetto di Aquisgrana Eduard Linse per Eduard Cassalette, nipote del fondatore di una fabbrica, Peter Joseph Cassalette.