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PITTORI: Balthasar Prandstätter

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

PRANDSTATTER BALTHASAR

1730

Seckau, Abbazia benedettina

 

Sant'Agostino vescovo e Dottore della Chiesa

 

 

 

Questa statua che raffigura sant'Agostino è conservata nella Abbazia benedettina di Seckau ed è opera dello scultore Balthasar Prandstätter (1689-1756), che la realizzò nel 1730. La statua in legno raffigura il santo nelle sue vesti episcopali. Nella mano sinistra regge il bastone pastorale, mentre in testa porta la mitra. Il santo ha un volto di tipo tradizionale, con una folta barba grigiastra che gli copre il volto. L'aspetto è quello di una persona anziana, senza una particolare espressività. La struttura longilinea del corpo e la flessuosità delle forme garantiscono un interessante dinamismo all'insieme. La statua è policroma e sotto la veste episcopale si nota l'abito nero proprio dei monaci agostiniani.

L'Abbazia di Seckau oggi è un monastero del benedettino, membro della Congregazione di Beuron, ma in origine era un monastero agostiniano. Fu Adalram di Waldeck a donare nel 1140 a St. Marein a Knittelfeld un convento per dei canonici agostiniani. Già nel 1142 l'insediamento ottenne l'approvazione dell'arcivescovo Konrad I di Salisburgo. Nel 1164 venne consacrata dal vescovo Hartmann di Bressanone la chiesa romanica che era in costruzione dal 1143. Su richiesta di Papa Onorio III e dell'arcivescovo Eberhard II di Salisburgo nel 1218 Seckau divenne suffraganea di Salisburgo. Fu l'imperatore Giuseppe II ad abolire la sede e ad aggregarlo alla diocesi di Graz. I tesori d'arte e libri della biblioteca vennero trasferiti, mentre più di un terzo del complesso del monastero fu demolito o decadde.

Nel 1883 il monastero venne occupato dai benedettini provenienti da Beuron, che diedero nuova vita agli edifici del monastero e conservandolo dalla completa rovina.

 

8. 1. Ma il beato Valerio, ormai vecchio, che più degli altri esultava e rendeva grazie a Dio per avergli concesso quello speciale beneficio, considerando quale sia l'animo umano, cominciò a temere che Agostino fosse richiesto come vescovo da qualche altra chiesa rimasta priva di pastore, e così gli fosse tolto. E ciò sarebbe già accaduto, se il vescovo, che era venuto a sapere la cosa, non lo avesse fatto trasferire in un luogo nascosto, sì che quelli che lo cercavano non riuscirono a trovarlo.

8. 2. Il santo vecchio, vieppiù timoroso e ben consapevole di essere ormai molto indebolito per le condizioni del corpo e per l'età, scrisse in modo riservato al primate di Africa, il vescovo di Cartagine: faceva presente la debolezza del corpo e il peso degli anni e chiedeva che Agostino fosse ordinato vescovo della chiesa d'Ippona, sì da essere non tanto suo successore sulla cattedra bensì vescovo insieme con lui. Di risposta ottenne ciò che desiderava e chiedeva insistentemente.

8. 3. Qualche tempo dopo, essendo venuto Megalio, vescovo di Calama e allora primate della Numidia, per visitare dietro sua richiesta la chiesa d'Ippona, Valerio, senza che alcuno se l'aspettasse, presenta la sua intenzione ai vescovi che allora si trovavano lì per caso, a tutto il clero d'Ippona ed a tutto il popolo. Tutti si rallegrarono per quanto avevano udito e a gran voce e col massimo entusiasmo chiesero che la cosa fosse messa subito in atto: invece il prete Agostino rifiutava di ricevere l'episcopato contro il costume della chiesa, mentre era ancora vivo il suo vescovo.

8. 4. Allora tutti si dettero a persuaderlo, dicendo che quel modo di procedere era d'uso comune e richiamando esempi di chiese africane e d'oltremare a lui che di tutto ciò era all'oscuro: infine, pressato e costretto, Agostino acconsentì e ricevette l'ordinazione alla dignità maggiore.

8. 5. Successivamente egli affermò a voce e scrisse che non avrebbe dovuto essere ordinato mentre era vivo il suo vescovo, perché questo era vietato dalla deliberazione di un concilio ecumenico, che egli aveva appreso soltanto dopo essere stato ordinato: perciò non volle che fosse fatto ad altri ciò che si doleva essere stato fatto a lui.

8. 6. Di conseguenza si adoperò perché da concili episcopali fosse deliberato che coloro che ordinavano dovevano far conoscere a coloro che dovevano essere ordinati o anche erano stati ordinati tutte le deliberazioni episcopali: e così fu fatto.

POSSIDIO, Vita di Agostino, 8, 1-6