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PITTORI: Maestro di Tabor

Agostino e il bambino sulla spiaggia

Agostino e il bambino sulla spiaggia

 

 

MAESTRO DI TABOR

1700

Tábor, chiesa della Natività di Maria

 

Agostino e il bambino sulla spiaggia

 

 

 

La facciata in stile barocco classico della chiesa dedicata alla Vergine Maria è decorata con statue di Sant'Agostino, il patrono dell'ordine agostiniano, e di sua madre, Santa Monica.

Il santo è qui raffigurato in un celebre episodio leggendario che dal medioevo lo coinvolge simbolicamente nel suo tentativo di individuare il senso del mistero trinitario. Agostino, qui presentato con una tunica monacale, volge la testa e lo sguardo  in basso in direzione di un bambino ai suoi piedi. La sua presenza lo distoglie dalla lettura di alcune pagine di un grosso libro che tiene aperto con la mano sinistra. Agostino è calvo con una semplice barba riccioluta che gli copre parzialmente il mento. Sopra la testa è ben visibile un'aureola a forma di corona raggiata. Ha un aspetto quasi sofferente, curioso e preoccupato. Ai suoi piedi ha deposto la mitra episcopale, in evidente segno di umiltà di fronte a un mistero che travalica le sue capacità cognitive.

L'episodio descritto in questa leggenda è abbastanza noto: Agostino, grande indagatore del mistero della Trinità, un giorno passeggiava per una spiaggia quando incontrò un bambino-angelo che con un secchiello prendeva dell'acqua di mare e la versava in una piccola cavità nella sabbia. Alla domanda del Santo su che cosa stesse facendo, il bambino avrebbe risposto che voleva porre tutto il mare dentro quel buco. Quando il Santo gli fece notare che ciò era impossibile, il bambino avrebbe replicato che così come non era possibile versare tutto il mare dentro la buca allo stesso modo era impossibile che i misteri di Dio e della SS. Trinità entrassero nella sua piccola testa di uomo.

 

Negli Acta Sanctorum Augusti, tomus VI, p. 357-358 pubblicati ad Anversa nel 1743, Johannes Stilting (1703-1762) scrisse un commento assai critico relativamente a questa tradizionale leggenda agiografica citando Petrus de Natalibus (1330-1406), Torelli e Ambrogio de Staibano (in Tempio eremitano de' santi e beati dell'Ordine Agostiniano del 1608): "Quando quidem res gestas S. Augustini antiquorum scriptis consignatas, usque ad beatam Sancti mortem prosecuti sumus, restat ut factam quaedam caeteram auctoritate carentia, et à posteribus solum relata scriptoribus, hoc loco examinemus, ut studiosus lector intelligat, quantam illa fidei mereantur.

Petrus de Natalibus Esquilinus episcopus in Catalogus Sanctorum et gestorum eorum lib. 7, cap. 128 (1369-1372) ad propositum nostrum habet sequentia: "Fertur de eo, quod cum librum de Trinitate compilare cogitasset, transiens juxta litus, vidit puerum, qui foveam parvam in litore fecerat, et cochlea aquam de mari haustam in foveam mittebat. Et cum Augustinus puerum interrogasset, quid faceret: respondit puer, quod mare disposuerat cochlea exsiccare, et in foveam illam mittere. Cumque hoc Augustinus Impossibile esse diceret, et simplicitatem pueri rideret: puer ilee ei dixit quod possibilius sibi esset hoc perficere, quam Augustino minimam partem mysteriorum Trinitatis in libro suo explicare, assimilans foveam codici, mare Trinitati, cochleam intellectui Augustini: quo dicto puer disparuit. Augustinus autem ex hoc se humiliavit, et librum de Trinitate, oratione præmissa, utcumque potuit, compilavit."

Idem refert Ambrosius Staibano in Templo Augustiniano cap. 8, citans plures medievii scriptores. Accedit Ludovicus Torellus in seculis Augustinianis Italice scriptis ad annum 388 num. 12 et 13, multique alii neoterici.

Verumtamen factum illud non solum difficultatem patitur ex antiquorum omnium scriptorum silentio, sed vel maxime suspectum redditur ex loco et tempore, quo istud volunt contigisse. Scribunt enim visionem Augustino oblatam ad litus maris Thusci prope Centumcellas, nunc Urbem Veterem, et vulgo Civita vecchia dictam.

Affirmat Torellus ibidem in ecclesia quadam legi haec verba: Sive viator et, sive inquilinus, Eremitarum venerare domum, venerare sacellum, ubi perfulgidum illud Ecclesiae Christi lumen Augustinus egregium Trinitatis Opus inchoavit, quod mirifico caelestis pueri, iuxta Bertaldi litus apparentis, oraculo intermissum in Aphrica tandem jam senez absolvit.

Eundem locum designat Velaterranus ibidem citatus, aliique, et sane inscriptio illa, quae styli non est medio aevo usitati satis infirmat, illam esse Augustinianorum opinionem. Tempus vero illud assignant, quo sancuts post conversionem suam in Italia mansit, et Torellus quidem eundem annum 388, quo in Africam est reversus. Volunt igitur Sanctum Augustinum paulo post conversionem suam, dum sacris Litteris minus adhuc erat imbutus, inchoasse libros difficillimos desublimi SS. Trinitatis mysterio, quod non minus à verosimilitudine recedit, quam alienum erat a modestia prudentiaque Augustini, qui felicite semper consideravit, quid ferre recusarent, quid valerent numeri.

Porrò Sanctum inchoasse libros de Trinitate jam episcopum, docet ordo, quem in scriptis suis retractandis servavit, cum lib. 2 non recenseat libros, nisi in episcopatu elaboratos; hos tamen ibidem collocet post alios multos cap. 15, non eo, quo absoluti sunt, ordine, sed quo inchoati. Quapropter considerare poteris studiosus lector, quid toti isti historiunculae de apparente puero fidei debeatur, cum antiquis omnibus incognita sit, suisque temporibus tam male divisa.

 

 

Il complesso di edifici in piazza Mikuláš di Hus, ex piazza del monastero, offre numerose testimonianze relative alla storia della città. Dopo la sconfitta nel 1621 delle truppe degli stati protestanti cechi nella battaglia di Bílá Hora, o Montagna Bianca, gli abitanti delle terre ceche furono obbligati a convertirsi al cattolicesimo. Anche i cittadini di Tábor seguirono questo destino. I frati dell'ordine monastico degli Agostiniani scalzi furono chiamati a Tábor per predicare la religione cattolica. I frati insediarono il loro monastero in un gruppo di case abbandonate e saccheggiate mentre il chiostro venne progettato dall'architetto Antonio de Alfieri, un italiano che viveva a Praga.

La prima pietra dell'edificio venne posta nel 1642 e nel 1666 la costruzione era stata completata. Il luogo principale del complesso era costituito dalla chiesa dedicata alla Vergine Maria. Purtroppo la maggior parte del prezioso arredo interno barocco, che era stato realizzato in un laboratorio di intaglio locale, è andato perso. All'inizio dell'Ottocento il monastero cessò di esistere e l'edificio fu adibito a prigione. Oggi in questo complesso ha sede il museo locale cittadino.