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Casarini: VERONICA DA BINASCO

Dipinto di Luigi Pellegrini detto lo Scaramuccia o il Perugino nella chiesa Parrocchiale di Binasco: Altare della Beata Veronica

Veronica da Binasco

 

 

VERONICA DA BINASCO: ASPETTI ICONOGRAFICI

UNA RICERCA DA APPROFONDIRE

di Giuseppe Casarini

 

 

 

 

Le biografie dedicate a Veronica da Binasco (1445-1497) e i riferimenti bibliografici legati al suo nome in libri, saggi, componimenti "parlano" da tempo diverse lingue: dal latino di Isidoro Isolani, suo primo biografo, si sconfina nelle principali lingue europee e quale ultima curiosità anche nell'idioma maltese (Dwar Veronika nafu li twieldet f'Binasco fil-provincja ta' Milan fl-1445 minn familja ta' rahhala u li kellha l-biza' t'Alla, izda ommha tant kienet fqira li lanqas setghet taghtiha ftit skola.) (1-2)

"Sconosciuta" per molti versi dai suoi concittadini, volumi di piccole o grandi dimensioni dovuti alla penna di autori illustri o di scrittori poco conosciuti sono sparsi in biblioteche di enti e università prestigiose o in più semplici e modeste librerie: segno evidente della fama e della grandezza raggiunta fuori dalle "mura di casa" di questa umile figlia e conversa della famiglia di Agostino. Solo una profonda esegesi delle visioni mistiche descritte dall'Isolani dirà un giorno quanto tanta grandezza sarà manifesta, in questa portato, conscio dei propri limiti e per usare una espressione manzoniana, parlando di Veronica a respirare "aere più respirabile" ci occuperemo, come oggetto della nostra curiosità, senza dimenticare Bernardino Luini e Crespi, di Luigi Pellegrini, Marcello Minotto, Luigi Migliavacca, Luigi Filocamo, Fermo Taragni, Janos Hajnal e da ultimo di Socorro Sauistia autori degli aspetti iconografici che la riguardano: una ricerca comunque da ritenersi iniziale e parziale, una ricerca da approfondire.

In particolare dovrebbero essere oggetto di studio gli aspetti iconografici della Beata Veronica e del suo Angelo Custode che nel corso delle mistiche visioni porta lei povera illetterata ed ignorante conversa agostiniana alla più alte vette della conoscenza dei Misteri della Passione di Cristo e le insegna a scrivere. Tre le diverse reliquie conservate nell'urna della Beata nella terza custodia è di fatto serbata la penna misteriosa: si tratta di una cannuccia d'argento e smalto con l'estremità appuntita e dorata, che, si dice, fu portata alla Beata da un Angelo per insegnarle a scrivere.

A tale iconografia diffusa nel tardo medioevo e primo rinascimento sembrerebbe essersi ispirato, secondo lo storico dell'arte americano Irving Lavin, il Caravaggio (Michelangelo Merisi 1571-1610) per il suo "primo" San Matteo, opera poi perduta . In tale quadro infatti San Matteo è raffigurato come un rozzo e goffo contadino guidato nella stesura del suo Vangelo in lingua ebraica da un Angelo dalle raffinate e femminee fattezze (3-4).

Aspetto iconografico che meriterebbe pertanto, tenuto conto del riferimento, un particolare approfondimento anche se dai responsabili dei Beni Culturali di diocesi lombarde, liguri ed emiliane interpellati al riguardo non si è trovata a tutt'oggi alcuna risposta o notizia positiva. Si potrebbe azzardare, ma lasciano agli storici di professione di darne o di trarne verifica, questa intrigante e suggestiva ipotesi circa l'ispirazione a Veronica ed al suo Angelo del Caravaggio per il primo San Matteo. Di fatto, Javier Sierra, autore spagnolo, nel suo romanzo " La Cena Segreta", nel quale accanto agli aspetti storici dei personaggi e dei luoghi del tempo si sovrappongono suggestive e fantasiose trame e curiose argomentazioni, narra dei frequenti contatti di Marco d'Oggiono (1475-1519) allievo prediletto di Leonardo (1452-1519) con Veronica (qui chiamata Sor Veronica la profetessa) e della sua costante devozione verso la monaca agostiniana, come pure richiama e si sofferma sui diversi incontri dello stesso Leonardo con "la profetessa" e sulle sue conservazioni a commento delle mistiche visioni di Sor Veronica (5).

In tal modo nulla vieta di supporre che la scuola leonardesca abbia dedicato qualche attenzione a Veronica con opere poi andate perdute o finora poco conosciute ma invece note a Caravaggio nel corso della sua presenza in Milano negli anni giovanili e di apprendistato. Più facile invece, ma come detto la parola agli storici di professione, che quale punto di riferimento di tale aspetto iconografico di Veronica e dell'Angelo e quindi fonte di ispirazione per Caravaggio potrebbero essere state le illustrazioni che allora accompagnavano le prime edizioni del libro dell'Isolani come suggerisce l'edizione del testo latino di Isidoro Isolani tradotto di recente da Don Giacomo Ravizza e riprodotte in originale nella versione italiana" Vita della Beata Veronica da Binasco" Quinto e Sesto. A questo riguardo si segnala quanto riportato da Elisabetta Vigo nell'articolo "E Nina si chiamò Veronica" apparso su il Castello nel 1997 in occasione del 5° Centenario della morte della Beata: "Nella casa parrocchiale di Binasco si conserva un polittico attribuito a Bernardino Luini proveniente dal convento di santa Marta in cui sono riprodotti gli avvenimenti soprannaturali della vita della Beata Veronica, così come illustrati nella prima biografia di Isidoro degli Isolani del 1517 (6-7).

Il Luini (1481-1532) "valido frescante esperto in soggetti religiosi" operava peraltro in Milano dopo la morte della Beata ed ha lasciato traccia di sé nella Certosa di Pavia che dista pochi chilometri da Binasco. Devozione ed iconografia non spente e riprese, spiritualmente, anche ai giorni nostri, così infatti Angelo Gori ne parla alla voce "Apparizioni di Angeli e Demoni" nel sito internet dedicato al ricordo del giovane Carlo Acutis morto in odore di santità: "La beata Veronica aveva una grande familiarità con il mondo invisibile. Il suo Angelo custode, che ella vedeva sempre sotto le sembianze di un adolescente vestito con abiti splendenti, dal viso luminosissimo, l'accompagnava lungo tutto il percorso dell'Anno liturgico, spiegandole le preghiere. assistendola nella recita dell'Ufficio Divino, e mostrandole le celebrazioni liturgiche del Cielo". (8)

Ritornando nel concreto a questa molto più modesta indagine e partendo da vicino, iniziando pertanto da casa nostra, è d'obbligo dare uno sguardo a quanto presente nella Chiesa Parrocchiale di Binasco, dove " in una magnifica urna di bronzo dorato" è custodito il corpo della Beata: il suo volto d'argento è opera dello scultore-cesellatore Marcello Minotto da Milano, mentre sopra l'altare minore a lei dedicato campeggia un bel quadro opera di Luigi Pellegrini (Perugia 1616-Milano 1680) detto lo Scaramuccia o il Perugino. Notizie più particolareggiate al riguardo si possono trovare nell'agile opuscoletto "La Chiesa Parrocchiale di Binasco" fatto stampare dal compianto parroco don Luigi Lucini, devoto cultore della Beata, in occasione della ricorrenza del centenario della consacrazione della stessa chiesa. (9)

In una delle volte centrali della Chiesa un imponente affresco si apre ai nostri occhi e ci mostra la gloria di Veronica: ne è autore il pittore-decoratore Luigi Migliavacca che nativo di Lacchiarella trascorse gran parte della sua vita in quel di Binasco dove morì, nel 1983, all'età di 81 anni. La devozione di questo artista per Binasco, per la sua Chiesa e per la Beata Veronica trovano la giusta annotazione ed il doveroso tributo nelle belle pagine documentate con storico rigore del Professor Alberto Cuomo nel suo Luigi Migliavacca-Pittore-Decoratore ed in particolare nei capitoli: Arte e Fede, Devozione ed Espressione Artistica. (10)

Nelle opere di questo artista riportate e facenti riferimento a Veronica ed alla sua iconografia meritano di essere segnalate, oltre alla già citata gloria( vedi pag. 139), a pag. 67 un carboncino con il volto della Beata, a pag. 141 i quadri raffiguranti la "prima" e "l'ultima " Beata Veronica e a pagina 167 l'affresco strappato - collezione privata - La Madonna appare alla Beta Veronica; altre opere artistiche fatte dal Migliavacca in onore della Beata sempre presenti nella Chiesa Parrocchiale di Binasco sono raffigurate nelle pagine 124-125 e relative all'urna ed all'altare di Veronica oltre che nella parrocchiale di Turago Borgone. Veronica mistica, grande mistica, non poteva non essere accostata ad un'altra grande mistica e anch'essa monaca agostiniana assurta rispetto a lei a maggior fama: S. Rita da Cascia. Nelle raffigurazioni della Basilica di Santa Rita da Cascia in Cascia Veronica è infatti di casa: dapprima appare nei tondi della volta dove sono state affrescate da Fermo Taragni da Bergamo, come ricorda il sito agostiniano del luogo ritiano, le otto Sante agostiniane: S. Monica (+ 387), S. Chiara da Montefalco (1268-1308), la B. Giuliana da Mont Cornillon (+1250), la B. Cristina da Spoleto (+1458), S. Melania (+1440), la B. Maddalena Albricci (+1456), la B. Giuseppa da Benigamin (1625-1696), la B. Veronica da Binasco (1445-1497) (11).

Di poi, l'incontro e l'accostamento delle due sante in tale luogo sono ben descritti da Vincenzo Maddaloni, un acuto conoscitore degli aspetti spirituali della monaca agostiniana, nelle sue dotte, sapienti, illuminate ed illuminanti pagine ritrovabili anche sul sito internet alla voce Beata Veronica da Binasco che in questo modo ci introduce ad ulteriori affreschi della Basilica (12).

"Entrando nella Basilica ritiana si resta abbagliati dalla Cappella del SS. Sacramento affrescata dal pittore Luigi Filocamo: nella fascia centrale del matroneo, da sinistra a destra, come in un felice rapporto con la storia dell'Ordine, sono dipinti ben quindici santi e beati agostiniani, dal Beato Federico di Ratisbona, mentre riceve l'Eucarestia da un angelo, alla Beata Madre Teresa Fasce, ultima stella della bandiera dell'Ordine di Sant'Agostino. Gli affreschi vennero commissionati dalle monache del monastero agostiniano di Santa Rita nel 1949 all'artista Luigi Filocamo, il quale visse a lungo a Milano, dove sicuramente ebbe modo di conoscere l'affascinante e misteriosa vita della beata Veronica da Binasco. Al centro della fascia del matroneo spicca Sant'Agostino vestito da Vescovo. Tra San Giovanni da Sahagùm, Filocamo dipinse, lei, Veronica vestita con il saio agostiniano e la lunga cintura di cuoio nero che ultimamente è stata rilevata dalle monache e dai frati agostiniani, i quali stanno riscoprendo l'umile questuante binaschina del monastero di Santa Marta, "l'amante della Croce e della Passione" come la descrive il padre agostiniano Bruno Silvestrini in un passo della sua nota biografica su Veronica che così prosegue " L'intensa vita contemplativa non le impedì però di vivere a pieno la sua condizione di questuante a Milano e nel circondario, sia per le necessità materiali del convento, sia per il soccorso ai poveri e agli ammalati. È così che ci viene presentata dall'Hajnal: mentre si prende cura di uno dei tanti poveri che in quegli anni affollavano le vie della città.

La carità la rende immensa quando si china sul bisognoso che le si aggrappa fiducioso". La biografia del Silvestrini è riportata in particolare sul sito internet Binasco 2000 (13). Questa bella immagine è, come detto, opera dell'artista ungherese Janos Hajnal che ha curato gli aspetti iconografici dei vari Santi e Beati Agostiniani nella sapiente e documenta opera di Padre Fernando Rojo Martinez (14) e che poi ripresa nella pagina dedicata a Veronica dal sito degli Agostiniani del Midwest da poco fa bella mostra di sé anche sul già citato sito internet di Binasco 2000 nella pagina dedicata alla Beata. Concludiamo questa prima e di certo modesta ed incompleta rassegna dell'iconografia di Veronica da Binasco con il maestoso dipinto dello spagnolo Socorro Sauistia ripreso dal libro di John Rotelle "Book of Augustininians Saints" edito nel 2000 dalla Augustininians Press. (15)

 

 

 

 

Riferimenti bibliografici e di consultazione

 

1) Inexplicabilis Mysterii Gesta B. Veronicae Virginis Preaclarissimi Monasterii S. Martae Urbis Mediolanis Sub Observatione Regulae Divi Augustini - Fratis Isidori de Isolanis Mediolanensis Ordinis Praedicatorum et Vitae Regularis Professoris- Vita Veronicae anno 1518 Mediolani typis Gotardi Pontici edita est

2) Sito internet "Augustinian Province of Malta": Qaddisin Agostiniani-Beata Veronica Neuroni minn Binasco

3) Irving Lavin: "Divine Inspiration in Caravaggio's Two St. Matthews-Art Bulletin, Vol 56, N° 1 (Mar., 1974), pp. 59-81

4) Irving Lavin: "A Further Note on Ancestry of Caravaggio's Firts Saint Matthew-Art Bulletin, Vol 62, N° 1 (Mar., 1980), pp. 113-111

5) La Cena Segreta, Javier Sierra, Marco Troppa Editore, 2005

6) Vita della Beata Veronica da Binasco, Isidoro de Isolanis, Quaderni del Seminario di Pavia, 2006

7) E Nina si chiamò Veronica, Elisabetta Vigo, Il Castello, Anno IX, Numero 2, Ottobre 1997

8) Sito internet Carlo Acutis, Apparizioni di Angeli e Demoni, Angelo Gori

9) La Chiesa Parrocchiale di Binasco a cura di don L. Lucini; M. G. Cattini; G. Casarini, 1987, Pavia, Stampa Mario Ponzio S.p.A.

10) Luigi Migliavacca, Pittore, Decoratore a cura di Alberto M. Cuomo, 2003, Motta Visconti (MI), Grafiche Tognolli

11) Sito internet Agostiniani di Cascia

12) Sito internet "Innamorati di Maria", La Beata Veronica da Binasco a cura di Vincenzo Maddaloni

13) Sito internet Binasco 2000, la Beata Veronica a cura di Bruno Silvestrini

14) Il fascino di Dio: Profili di agiografia agostiniana a cura di Fernando Rojo Martinez, 2000, Roma, Pubblicazioni Agostiniane

15) Book of Augustininians Saints a cura di John Rotelle, 2000, Rome, Augustininians Press