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PITTORI: Girolamo Santacroce

Agostino e Gerolamo

Agostino e Gerolamo

 

 

GIROLAMO DA SANTACROCE

1530

Venezia, chiesa della Madonna dell'Orto

 

Agostino e Gerolamo

 

 

 

L'opera è conservata nella cappella absidale destra, dove si trova la tomba di Jacopo Tintoretto, il cui busto scultoreo è stato realizzato da Napoleone Martinuzzi (1892-1977). Il quadro raffigura i santi Agostino e Gerolamo, due dei quattro Dottori della Chiesa. Gerolamo indossa i paramenti cardinalizi, rossi come il cappello deposto per umiltà per terra. Il santo ha una folta barba bianca biforcuta ed ha in mano un libro aperto che sta leggendo e meditando.

Agostino si erge in piedi al suo fianco nei suoi paramenti episcopali con una mitra semplice ma elegante in testa. Con la mano destra regge un esile e lungo bastone pastorale che tiene appoggiato alla spalla destra. La mano sinistra regge un libro chiuso, che il santo tiene contro il fianco. Sotto il piviale Agostino indossa una cotta bianca e una tunica rossastra. Il suo volto ha un aspetto ancora giovanile con una barba nerastra che gli copre le guance. Lo sguardo è quasi assente, come se il santo pensasse profondamente a qualcosa.

Entrambi i santi sono stati dipinti all'interno di una nicchia semicircolare bordata da colonne con capitelli.

 

La chiesa, dove è conservata l'opera, è intitolata a san Cristoforo ma comunemente è nota con il nome popolare di Madonna dell'Orto. L'edificio fu edificato dagli Umiliati verso la metà del Trecento, quando giunsero a Venezia sotto la guida del loro Superiore Generale, frate Tiberio de' Tiberi da Parma. La chiesa, dove fu sepolto il generale dell'ordine, venne dedicata a Dio, alla Beata Vergine e a san Cristoforo, santo patrono dei viaggiatori e dei traghettatori.

Nel 1414 il Consiglio dei Dieci di Venezia concesse alla chiesa l'uso ufficiale di "Madonna dell'Orto". Nel 1462 gli Umiliati vennero scacciati dal Consiglio dei Dieci con un decreto motivato dai "loro depravati costumi", che fu approvato anche dal Pontefice. La chiesa venne assegnata alla congregazione dei Canonici Regolari di San Giorgio in Alga, di regola agostiniana. Soppressa questa congregazione nel 1668, il convento della Madonna dell'Orto fu affidato nel 1669 alla Congregazione dei Monaci Cistercensi provenienti dall'abbazia di San Tommaso dei Borgognoni. Nel 1787 anche i Cistercensi cessarono le loro attività e la chiesa divenne di pubblica amministrazione con a capo un rettore ed alcuni sacerdoti. Nel 1810 venne dichiarata oratorio di San Marziale e nel 1841 il governo austriaco ne ordinò un restauro generale a proprie spese.

La facciata e il chiostro risalgono al quadriennio 1460-1464, con statue della fine del Quattrocento. Allo stesso periodo risale il campanile a cupola, terminato nel 1503. Gli interni sono impreziositi da alcuni dipinti di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, che qui ha trovato la sua sepoltura.

 

 

Girolamo Santacroce

Girolamo da Santacroce o Gerolamo Galizzi nacque verso il 1490 nella frazione Santa Croce di San Pellegrino Terme, nella famiglia dei Santacroce. Non si hanno notizie della sua gioventù, tuttavia sappiamo che incominciò a lavorare a Venezia presso la bottega dei Bellini in particolare con Gentile Bellini. Lavorò anche nella bottega del fratello Giovanni. Nel testamento di Lorenzo viene citato come affidatario dei suoi strumenti di lavoro, per sé e per i suoi figli ancora in tenera età. Operò seguendo lo stile rinascimentale principalmente nei territori veneti. I suoi dipinti su tela sono apprezzare ovunque e conservati in vari musei. Ha lavorato anche in Dalmazia dove dipinse una pala d'altare per la parrocchiale di Ognissanti di Blatta, sull'isola di Curzola. Con la famiglia risiedette praticamente sempre nella città lagunare, dove nacque il figlio Francesco (1516-1584), che collaborò nella bottega di famiglia proseguendo l'attività artista anche dopo la morte del padre.

Due suoi dipinti sono conservati alla National Gallery a Londra, mentre una sua Annunciazione che risale agli anni intorno al 1540 si trova nella collezione del Minneapolis Institute of Arts. Altre sue opere sono conservate al Rijksmuseum, mentre una Madonna col Bambino in gloria con san Marco e sant'Antonio si trova presso i Musei Civici di Pavia. Tra le varie opere ricordiamo nella cattedrale di Lucera una Madonna della Seggiola con la Vergine tra san Nicola e San Giovanni firmata e datata 1555 mentre nella chiesa di San Martino a Venezia sono presenti i dipinti dell'Ultima cena e della Resurrezione di Cristo (1549).

Nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Lanciano era conservato un trittico firmato con “Madonna col Bambino e i santi Agostino e san Nicola di Bari”, trasferito nel 2019 nel Museo diocesano.

Morì a Venezia nel 1556.