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Tematiche iconografiche agostiniane: Prega la Vergine Maria

Prega la Vergine Maria, miniatura di Tommaso da Modena

 

Prega la Vergine Maria

 

 

AGOSTINO PREGA LA VERGINE MARIA

 

 

 

Uno degli aspetti messi in rilievo dagli iconografi del santo, da solo o assieme ad altri, è la sua attitudine alla preghiera. Per Agostino essa era strumento per parlare con Dio ed avvicinarsi ai misteri della Incarnazione, oltre che mezzo per esprimere pienamente la propria umanità. La preghiera è anche il modo per rapportarsi agli uomini cercando di stimolarli ad avvicinarsi a Dio.

 

Intorno al 416 Agostino compone il "Commento al Vangelo di Giovanni". Frutto non di un lavoro "a tavolino", ma nato nella predicazione liturgica al popolo di Dio, Agostino sceglie non casualmente di commentare il quarto Vangelo. Nella convinzione infatti che il fine dell'esegesi è la carità e che la predicazione è il momento adatto alla dispensazione della parola di Dio, un modo per trasmettere ai fedeli ciò che lo Spirito gli aveva ispirato, tra i quattro Vangeli quello di Giovanni si dimostra per la ricchezza dottrinale e la profondità dei temi spirituali, il più adatto a offrire una parola di Dio ricca ed efficace per la formazione cristiana dei fedeli. E' nel Commento 119 che troviamo questo brano che riguarda Maria:

 

"Ma in che senso Giovanni prese con sé la madre del Signore? Non era egli forse uno di coloro che avevano detto al Signore: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito (Mt 19, 27)? Ma ad essi il Signore aveva anche risposto che qualunque cosa avessero lasciato per seguirlo, avrebbero ricevuto, in questo stesso mondo, cento volte tanto (cf. Mt 19, 29). Quel discepolo pertanto conseguiva il centuplo di quello che aveva lasciato, fra cui anche il privilegio di accogliere la madre del donatore.

Il beato Giovanni aveva ricevuto il centuplo in quella società, nella quale nessuno diceva proprio qualunque suo bene, in quanto tutto era comune a tutti; come appunto si legge negli Atti degli Apostoli. E cosí gli Apostoli non avevano niente e possedevano tutto (cf. 2 Cor 6, 10). In che modo, dunque, il discepolo e servo ricevette la madre del suo maestro e Signore tra i suoi beni, in quella società dove nessuno poteva dire di avere qualcosa di suo? Poco più avanti, nel medesimo libro, si legge: Quanti possedevano terreni e case, li vendevano e ne portavano il ricavato e lo deponevano ai piedi degli Apostoli; ed esso veniva man mano distribuito a ciascuno proporzionalmente al bisogno (At 4, 34-35).

Da queste parole si può arguire che a questo discepolo venne assegnato quanto personalmente egli aveva bisogno e in più quanto gli era necessario per il mantenimento della beata Maria, considerata come sua madre. Non è forse questo il senso più ovvio della frase: da quel momento il discepolo la prese in casa sua, che cioè egli prese su di sé l'incarico di provvedere a lei in tutto? Egli se la prese con sé, non nei suoi poderi, perché non possedeva nulla di proprio, ma tra i suoi impegni, ai quali attendeva con dedizione."

AGOSTINO, Commento al Vangelo di Giovanni, 119, 3

 

 

Le rappresentazioni iconografiche di Agostino che Prega la Vergine

Tommaso da Modena (1326-1379) a Venezia, Biblioteca Marciana, ms. Lat. 60

Tommaso da Modena (1326-1379) a Venezia, Biblioteca Marciana, ms. Lat. 60

Niccolò di Giacomo (1390) a Bologna, Museo Civico Medioevale

Campi Antonio (1577) a Milano, chiesa di san Marco

Anonimo di Maiorca (XVII secolo) a Palma de Maiorca, chiesa di N. S. della Concezione

Foschi Giovanni Battista (1627-1628) a Tolentino, Basilica di San Nicola, Cappella maggiore

Maestro Valtellinese (1867) a Cedrasco, Cappella del Capitello alle Careggine

Maestro di Ventimiglia (1922) a Ventimiglia, chiesa di sant'Agostino

Barba Juan (1959) a Madrid, chiesa di Santa Rita

Sanchez Josè Luis (1959) a Madrid, chiesa di Santa Rita